lunedì 1 luglio 2013

Il Sacro Bosco di Bomarzo







Dopo gli esami un meritato riposo sulle alture della Tuscia dove sorge Bomarzo, piccolo borgo che possiede un complesso monumentale unico: il Sacro Bosco comunemente definito il Parco dei Mostri. Il complesso fu ideato da Vicino Orsini nel 1552, e dedicato dallo stesso alla moglie Giulia Farnese morta in giovane età. Il parco non era un semplice spazio verde come tanti, ma qualcosa di molto insolito. L’invito immortalato in un’iscrizione del parco recita: «Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi.» Statue di creature mostruose, costruzioni assurde, figure enigmatiche danno infatti vita a un labirinto di simboli alchemici che hanno la capacità di risucchiare il visitatore in un mondo intriso di mistero. Il giardino voluto dal principe "sol per sfogare il core", venne ideato e realizzato da Pirro Ligorio, l'architetto che alla morte di Michelangelo Buonarroti venne chiamato a lavorare a San Pietro.



Avventurandosi per i vialetti ci si imbatte all'improvviso in animali e figure in peperino scrostate, sbrecciate e ricoperte di licheni, che a distanza di cinque secoli non solo hanno conservato il loro fascino, ma con il passare del tempo rappresentano con maggiore vigore l'intendo dell'ideatore: la profonda suggestione del paesaggio, i sottili incantesimi sospesi nell'aria, l'arte delle sculture. Le grandi sculture sono disseminate lungo il percorso tra alberi e arbusti: l'Elefante nell'atto di uccidere un guerriero, la lotta tra i Draghi, l'Orco con la bocca spalancata, Ercole e Caco, animali a tre teste ed altre creature.

















Il Parco dei Mostri è stato di indubbia ispirazione per Salvador Dalì, che lo visitò nel 1938 e che, suggestionato e positivamente impressionato da esso, dipinse La Tentazione di Sant’Antonio. Antonioni gli dedicò un documentario prima di esordire nel mondo del cinema, quando il parco versava ancora in stato di abbandono.

S. Dalì, La tentazione di Sant'Antonio





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