sabato 7 settembre 2013

Chagall self portrait with seven fingers!!!!!

Un'artista a cui sono molto legata è Chagall: i suoi lavori sono caratterizzati da violinisti dalla faccia verde, mucche con l'ombrello, asini alati, innamorati che volano, ebrei e rabbini in preghiera, villaggi dalle case storte, teste staccate dal corpo, animali sui tetti, galli e pesci al circo, acrobati sospesi a mezz'aria, voli pindarici sulla città. La famiglia, il paese d'origine, la vita dei contadini, i sogni della giovinezza, il rito e la tradizione ebraica, l'amore, sono tutti temi cari a Chagall rivissuti attraverso il ricordo e la memoria. Chagall ha vissuto quasi cent'anni (Vitebsk, 1887 - Saint-Paul de Vence, 1985) e dal ghetto ebreo della bielorussa Vitebsk, tutta folclore naïf, tra case in legno, atmosfera rurale, povertà, ha studiato a San Pietroburgo con Leon Bakst che gli presentò tutto un mondo nuovo popolato dalle opere di Cézanne, Gauguin e Van Gogh, per poi arrivare finalmente a Parigi ed entrare nei circoli intellettuali delle avanguardie, capitanati dal poeta francese Guillaume Apollinaire, che rimase affascinato dall'arte "sensuale" di Chagall, riconoscendo in lui "un colorista molto dotato che si lascia trasportare là dove lo spinge la sua immaginazione". E' a Parigi che Chagall si lasciò sedurre dal cubismo ma rivisitandolo in chiave fantastica, per poi affrontare una parabola storica ed esistenziale nonché artistica che ha seguito i deliri e le prepotenze del primo Novecento, vivendo in prima persona la Rivoluzione sovietica, la persecuzione nazista, emigrando in America, e ritornando in Francia solo nel '48 per prendere casa a Saint_Paul de Vence, vicino a Picasso e Matisse fino alla fine dei suoi giorni.



Marc Chagall, Autoritratto con sette dita, 1912-13, olio su tela, Staedelijk Museum di Amsterdam

L'Autoritratto con sette dita è il primo autoritratto di Marc Chagall, dipinto tra il 1912 e il 1913 all'età di 25 anni quando si trovava a Parigi, nello studio di La Ruche nei pressi del quartiere di Montparnasse. La mano che dipinge è come dice il critico Toadini "stravolta, mostruosa" anche se nell'accezione positiva del termine: un arto così agile, così capace che solo un pittore come Chagall poteva avere. Ma quella mano nasconde altri significati legati alla numerologia: i yiddish fare una cosa con sette dita significa fare una cosa con sette sentimenti, farla a regola d'arte, evocando al forza della sua pittura.

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