La forma della memoria: 27 gennaio 2017

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche arrivano nel piccolo centro polacco di Oświęcim, liberando i prigionieri del vicino campo di concentramento di Auschwitz (il nome tedesco della città). La scoperta, unite alle testimonianze dei sopravvissuti, hanno rivelato gli orrori del regime nazista. Per il suo valore simbolico, questo giorno è stato scelto come Giornata della Memoria, per ricordare le vittime dell’Olocausto.


L'importante è non dimenticare

Così inizio la mia lezione nel Giorno della memoria .... come ricordare lo sterminio??? Sicuramente nessuna opera d'arte potrà raccontare tanto orrore, ma gli artisti hanno tentato da sempre di rispondere con la loro arte a tanto odio. 

Museo ebraico di Gerusalemme
Yad Vashem rappresenta il principale museo dedicato al ricordo dell’olocausto all’interno del quale vi è inserito uno straordinario archivio storico. Il Museo è collocato sulle verdi pendici del monte HarHaZikaron – il Monte del Ricordo – a Gerusalemme.


Il Memoriale agli ebrei d’Europa assassinati a Berlino
Il Memoriale agli ebrei d’Europa assassinati a Berlino è opera dell’architetto ebreo americano Peter Eisenman. L’autore afferma di aver rifiutato ogni tipo di rappresentazione con mezzi tradizionali, che l’enormità dell’evento storico avrebbe reso inadeguata. 


Su una superficie di 19.000 mq sono disposte – secondo una griglia ortogonale – 2711 steli di cemento grigio scuro. Le dimensioni di queste ultime sono costanti per lunghezza e larghezza ma variabili in altezza (da 0,2 a 4,7 m). Il terreno su cui sorgono è irregolare, e presenta diverse quote di elevazione. Ciò produce nel visitatore che si addentra in questa foresta di cemento un senso d’instabilità e disagio.


Christian Boltanski
Non è invece dedicata esplicitamente all’Olocausto la grande installazione creata nel 2010 per il Grand Palais di Parigi da Christian Boltanski . Figlio di padre ebreo e madre cattolica, l’artista francese ha formulato attraverso il suo lavoro un’incessante interrogazione sulla memoria. In questa recente realizzazione, come spesso accade nella sua opera, numerosi elementi concorrono a evocare la Shoah, aprendosi allo stesso tempo anche ad altre interpretazioni.

L’uso del vestiario, materiale ricorrente nell’opera dell’autore, suggerisce l’associazione con l’Olocausto: fra le immagini più impressionanti che hanno documentato lo sterminio vi sono infatti quelle dei cumuli di abiti ed effetti personali di cui gli ebrei venivano spogliati. 

Il Museo Ebraico di Berlino
Nel dopoguerra la Germania ha avviato un doloroso processo di riflessione storica, che ha interessato soprattutto il capitolo oscuro del nazismo. Da questo dibattito, che è ancora in atto, sono nati in particolare due episodi di rilevanza pubblica. Il primo è la realizzazione del nuovo Museo Ebraico, completato nel 1999 e inaugurato due anni dopo. Lo spettacolare edificio – il più grande museo del genere in Europa – si deve all’architetto polacco naturalizzato americano Daniel Libeskind.

Olocausto, filo spinato, Auschwitz, uomini, bambini, donne, ghetto, campo, Shoah, sterminio, cielo, lager, prigionieri, divise, treni, camere: queste sono solo alcune parole su cui ho fatto riflettere i miei studenti ... daranno forma alle parole per non dimenticare!!!!

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