sabato 2 gennaio 2016

Duomo, Battistero e Campanile in un unico spazio: il museo dell'Opera del Duomo di Firenze.




Ho deciso di iniziare il 2016 con un post dedicato al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze visitato il 31 dicembre. Un'esperienza emozionante che permette ai visitatori ma soprattutto ai fiorentini di specchiarsi nel proprio passato riappropriandosene: le opere esposte sono meravigliose, gli spazi eleganti e raffinati e le 28 sale sono allestite con una grande attenzione filologica che intriga non soltanto gli addetti ai lavori ma anche chi abbia occhi per vedere e cuore per sentire. Il nuovo Museo conserva la maggiore collezione al mondo di scultura del Medioevo e del Rinascimento fiorentino: 750 opere tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori dei maggiori artisti del tempo, Michelangelo, Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Antonio del Pollaiolo, Luca della Robbia Andrea del Verrocchio e molti altri ancora. Oltre 200 opere sono visibili per la prima volta al pubblico dopo il restauro, tra queste la Maddalena di Donatello, la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti per il Battistero di Firenze e i ventisette pannelli ricamati in oro e sete policrome su disegno di Antonio del Pollaiolo. Nel nuovo Museo hanno trovato collocazione anche molte opere mai viste prima o conservate nei depositi per decenni, come le quindici statue trecentesche e quasi settanta frammenti della facciata medievale del Duomo. Il progetto architettonico e museografico porta le firme dello studio Natalini con Guicciardini e Magni architetti. Da studente ho seguito le lezioni di Arredamento tenute dal prof. Natalini e devo ammettere che nella concezione del museo si ritrovano tanti suoi insegnamenti: aver realizzato nella Sala del Paradiso la messa in scena della facciata trecentesca del Duomo, mai finita e distrutta nel 1578, ricostruita in scala 1:1 evoca la spazialità di una porzione urbana ormai persa frontalmente, come in una quinta scenica, si innalzano tre livelli espositivi, alla cui base sono state disposte teche speciali destinate alle porte bronzee del Battistero. La colossale facciata, assieme alle opere, originali o copie, su di essa riposizionate secondo la collocazione originaria, divengono il polo attrattivo del nuovo allestimento. Il Museo riesce a narrare una storia lunghissima ma contemporaneamente è un’opera che unisce sculture pitture e arredi pensati per tempi e luoghi diversi: Battistero, Duomo e Campanile sono riuniti in un percorso continuo avvincente e chiaro restituendo alle opere lo spazio che meritano.





2 commenti:

  1. Ciao prof! Sono Giovanni suo ex alunno di Castelfranco, martedì sono stato insieme alla mia classe, in gita a Firenze, siamo andati in visita al Battistero e subito dopo al Museo dell' Opera del Duomo, tutto molto bello (anche se mi stavo congelando dentro al battistero)! Dopo aver fatto pranzo poi si è visitata la mostra sulla Bellezza Divina a Palazzo Strozzi, MAGNIFICA, quadri moooolto belli! Lei c'è stata? E, se c'è stata, come gli è parsa? Un saluto, Giovanni!

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  2. Ciao Giovanni anche io ho visto la Bellezza Divina accompagnando i miei studenti ... la mostra è di rilievo le guide sono molto coinvolgenti e svolgono la loro attività con entusiasmo .. di speciale interesse per coloro che vogliono scoprire opere minori di artisti maggiori ma anche incontrare piccoli capolavori di autori meno celebri, è perfetta sintesi della lunga riflessione sul sacro che ha impegnato l'arte tra l'Otto e il Novecento ...l'angelus di Millet la scena di raccoglimento, rappresentata all'aperto eppure così intima e umile, rappresenta il sacro nella vita quotidiana di ciascuno di noi .. ma tu cosa fai??? a che punto sono i tuoi studi???? un abbraccio la tua ex prof

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